Il prossimo 26 e 27 maggio, nella magnifica città di Taormina si terrà il 43° Vertice G7.

I protagonisti dell’incontro saranno i “sette grandi della terra” e cioè i leader dei sette paesi con la ricchezza nazionale più alta al mondo: Paolo Gentiloni (Presidente del Consiglio italiano), Justin Trudeau (Primo Ministro canadese), Angela Merkel (Cancelliera tedesca), Shinzō Abe (Primo Ministro giapponese), Theresa May (Primo Ministro britannico), il nuovo Presidente francese ed infine Donald Trump (Presidente degli Stati Uniti d’America). 

Negli ultimi mesi pare però che l’attenzione attorno al G7 si sia quasi esclusivamente concentrata sulle modalità di trasporto e di soggiorno dei leader mondiali, piuttosto che sull’effettiva rilevanza storica e culturale dell’evento.

Pertanto, a poche settimane da uno degli eventi più importanti del 2017 per l’Italia e la Sicilia in particolare, è lecito porsi alcune domande:

Perché la scelta del G7 è ricaduta proprio su Taormina e che benefici può portare per la Sicilia? 
Ed inoltre, quali saranno i principali temi di discussione al G7?

In principio, la città di Firenze era stata scelta come sede del Vertice G7. La preferenza di Taormina trae origine da una battuta fuori luogo fatta da un ministro europeo che aveva ritratto la Sicilia come una terra di mafia. In quell’occasione, l’allora Primo Ministro italiano, Matteo Renzi non soltanto invitò il leader ad allargare i suoi orizzonti culturali, ma decise di spostare il Vertice del G7 da Firenze a Taormina. 

 

Nonostante questa particolare circostanza, la scelta di organizzare il G7 a Taormina risponde alla volontà di unire la speranza con il concetto di accoglienza tra i popoli. 
La Sicilia è, infatti, una terra di grandi civiltà contraddistinta da un patrimonio culturale e artistico che da sempre ha attratto viaggiatori, artisti e scrittori da ogni parte del mondo: da Goethe a D.H. Lawrence, da Truman Capote a Jean Cocteau, dal re d’Inghilterra Edoardo VII allo zar Nicola I.

 

Non c’è da meravigliarsi dunque se il logo della Presidenza italiana del G7 raffigura un teatro, con un evidente legame al Teatro antico di Taormina, simbolo di storia, umanesimo, cultura e dialogo.

 

Taormina assumerà il ruolo di teatro del mondo, emblema di accoglienza tra nazioni e portatore di principi e ideali sui quali basare un futuro diverso.

La missione del G7 è appunto quella di “costruire le basi di una fiducia rinnovata” da parte dei cittadini del mondo con risposta alle crescenti preoccupazioni riguardo alle instabilità geopolitiche.

Tra i principali temi del G7, si parlerà di sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare, con riferimento all’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e all’eredità lasciata da Expo Milano 2015. Gran parte dell’attenzione si focalizzerà inoltre sulla necessità di ridurre le disuguaglianze mondiali, non soltanto economiche ma anche di genere, di etnia, di accesso alla salute e all’istruzione.

Ultimo ma non meno importante sarà lo spazio dedicato all’adozione di uno sforzo globale con lo scopo di rendere l’innovazione e la rivoluzione digitale, una fonte di prosperità e di crescita inclusiva tra le nazioni. 

Non vi è dubbio che il G7 possa determinare un ritorno mediatico senza precedenti per l’Italia e la Sicilia in particolare. Durante la due giorni del G7, Taormina, “la Perla dello Jonio”, sarà sicuramente uno degli hashtag e delle parole più cliccate sul web. 
Per Taormina si tratta di un’occasione più unica che rara, una sfida da cogliere per dimostrare di valere la nomina di uno dei luoghi più belli al mondo.

 La speranza è che in futuro Taormina possa continuare ad essere teatro di grandi eventi e meta sempre più prediletta da parte dei turisti di tutto il mondo.

Il G7 rappresenta un’opportunità irripetibile, grazie alla quale la Sicilia può tornare ad essere “centro del Mediterraneo”, un luogo culla dei valori di coesistenza tra culture diverse, amicizia tra i popoli e innata ospitalità. 

 

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